Castelfranco nell'Emilia li, 15 febbraio 2006
Ci ho messo un po' a trovarla, ma alla fine il compagno
Gug'ol
hanno avuto la meglio sul marasma della grande rete.
La vignetta sopra riportata apparsa sul sito dei
Giovani
Comunisti amici di Diliberto è stata
immediatamente tolta e immediatamente censurata con un'intervento sul
Corriere
dal grande capo dell'ex costola "cossuttiana" di rifondazione.
Ora, la cazzata fatta dai giovincelli è abbastanza evidente
e giustamente qualcuno si è incazzato però
....... richiamandomi sempre alla
famosa
intervista ad Arnaldo Ballotta che ha chiuso definitivamente
le polemiche divampate l'anno scorso riguardo al cosidetto "triangolo
della morte" e all'iscrizione ai DS di Giuseppe Bottazzi vorrei
ricordare brevemente che :
- Ci sono stati venti anni di soprusi e prevaricazioni che
hanno portato ad una guerra (leggi fascismo).
- Lo "infoibamento" era una tecnica già
abbondantemente utilizzata da secoli nei dintorni di Trieste, data la
natura del territorio.
- Gli Jugoslavi non erano per così dire "molto biondi"
(trad. it. non andavano molto per il sottile), con i loro nemici, come
ha dimostrato la recente guerra civile. Ricordo che i militi tedeschi
venivano mandati a combattere in Jugoslavia per punizione.
- Se la questione dello "status" della città di
Trieste si è risolta solo nel 1954, cioè ben 9
(nove) anni dopo la fine del conflitto un qualche motivo ci
sarà.
- E soprattutto "E'
ATTUALMENTE IN ATTO LA PIU' FEROCE CAMPAGNA REVISIONISTA MAI AVVENUTA
IN QUESTO PAESE PERTANTO QUELLA VIGNETTA PUR SBAGLIATA CHE SIA
RAPPRESENTA LA RISPOSTA UGUALE E CONTRARIA AL VEDERE I FASCISTI,
POST-FASCISTI, DESTRE, DESTRORSI E ZAVAGLI VARI DI FATTO PARIFICATI A
COLORO CHE DOPO VENTI ANNI DI SOFFERENZE HANNO CONTRIBUITO
SIGNIFICATIVAMENTE ALLA DEMOCRATIZZAZIONE
(ADESSO VA DI MODA DIRE COSI') DEL NOSTRO PAESE, CHE A LORO
VOLTA VENGONO INVECE CRIMINALIZZATI" .
- Alla luce del punto 5, l'istituzione del Giorno del ricordo CON LA LEGGE N° 92 DEL
30.03.2004 E' UNA DELLE PIU' GRANDI MINCHIATE MAI FIRMATE dal
Berlusconi Cav. Silvio, dal Castelli Ing. Roberto, e dallo Ciampi Dott.
Carlo Azeglio.
- Alla luce dei punti 5 e 6 garantisco che finchè
esisterà questo blogo il 10 febbraio di ogni anno
apparirà quella vignetta.
- Infine, è sempre brutto generalizzare e
ragionare per proprietà
transitiva, ma se ad esempio prendiamo i nomi di
chi è stato ucciso dopo la guerra per le vicende del triangolo della morte
togliamo i fascisti e le spie, non rimane più nessuno.
Già che
ci siamo propongo l'intervista integrale rilasciata a Francesco
Battistini e riportata sempre lunedì sul
Corriere
a Marco Ferrando, che verrà trombato da Bertinotti, ma non
l'ha mandata a dire, in particolare su Nassirya, Israele e Prodi, e mi
trova d'accordo con tutto in particolare :
- Israele è una creatura artificiale.
- La sollevazione popolare contro le truppe di occupazione
non è terrorismo.
- Prodi è il maggiordomo della FIAT e delle banche.
.... ma leggete voi stessi .....
Allora, si
candida?
«Con Bertinotti c’è stato un
chiarimento». Nel senso che ha fatto
marcia indietro sul Medio Oriente? Bertinotti l’ha avvertita:
ci sono
limiti insuperabili. E Fassino dice che se non rettifica, lei potrebbe
anche saltare...
«La situazione
non è cambiata. Io rispetto la
posizione della maggioranza di Rifondazione. Ma continuerò a
dare
battaglia nel partito, perché le mie convinzioni
rimangono».
Quali?
Quelle su Israele-creatura- artificiale e su Prodi-maggiordomo-
dalle-banche?
«Sono quindici anni che dico queste cose. Ho scritto valanghe
di
documenti. Leggetevi quelli». Basta cliccare. Enciclopedia
Wikipedia,
vedi alla voce «Marco Ferrando (Genova, 1955), dirigente
politico».
Ex
bordighista, già bolscevico-leninista, poi demoproletario.
Trotzkista:
«... Nel Prc ha come capisaldi programmatici la critica alla
maggioranza di Bertinotti e alla non-violenza (assunta dalla
maggioranza stessa come metodo di lotta)... ».
Critica
alla non-violenza? Una volta se l’è presa perfino
col povero Gandhi, servo degli imperialisti contro gli zulu...
«Il 41% di Rifondazione, non solo io, critica il metodo
non-violento. I
popoli oppressi devono esercitare la lotta per
l’emancipazione con
strumenti adatti e non possono costruire il futuro in base a un
astratto pregiudizio filosofico. Anche perché
dall’altra parte ci sono
sempre grandi poteri che usano la violenza. Però sia chiaro:
noi siamo
contro forme di lotta come il terrorismo ».
Intifada
sì, kamikaze no?
«Sta scherzando? Noi sosteniamo tutte le intifade, le grandi
sollevazioni dal Medio Oriente all’America Latina. Intifade
che
naturalmente non sono dei pranzi di gala».
E
la resistenza irachena?
«Questione più complessa. C’è
un diritto sacrosanto
all’autodeterminazione e a resistere a forze
d’occupazione militare che
stanno lì per interessi colonialistici. Poi ci sono diverse
concezioni,
tra movimenti di resistenza popolare e fondamentalisti. E la resistenza
popolare armata è cosa diversa dal terrorismo contro la
popolazione
civile».
Il
terrorismo contro i civili. Ma contro i militari? «La
lotta armata contro l’occupazione militare è
giusta. Noi siamo per la
fusione della rivolta contro l’occupazione straniera
imperialistica e
le lotte sociali dei lavoratori iracheni».
Quindi
è giusto sparare anche sui soldati italiani?
«Noi siamo per la rivendicazione del diritto alla
sollevazione popolare
irachena contro le nostre truppe. Tutti gli episodi in cui ci sono
stati nostri caduti, rientrano in tutto e per tutto nelle
responsabilità d’una missione militare al servizio
dell’Eni ».
Lei
sta dicendo che i nostri soldati morti a Nassiriya erano servi
dell’Eni. «Questo
l’ha detto un documento riservato prodotto dal ministero
delle Autorità
produttive di Antonio Marzano, sei mesi prima della guerra, in cui si
sosteneva un interesse attivo dell’Eni ad andare a Nassiriya
perché lì
c’era la partita del petrolio. E questa è la
posizione del 41% di
Rifondazione, che non è soddisfatto del programma
dell’Unione:
dall’Iraq ci si deve ritirare e basta, senza condizioni. Io
sono contro
qualsiasi missione militare all’estero, nei Balcani come in
Afghanistan, con o senza Onu».
Ma
a Gaza o in Bosnia, i nostri vigilano su accordi di pace...
«Non esistono interventi militari umanitari o sopra le parti.
Sono sempre funzionali a interessi di parte».
Su
Israele, non teme d’essere paragonato a uno come
l’iraniano Ahmadinejad?
«Ma che cosa dice? Io sto agli antipodi! Non civetto con
posizioni
antisemite. La rivolta del Ghetto di Varsavia fu fatta anche da
trotzkisti. In Israele ci sono amici ebrei che sostengono le nostre
posizioni. Molti compagni hanno subìto in Iran galera e
torture. Io
difendo il diritto degli ebrei all’autodeterminazione. E
Hamas è una
seria ragione di preoccupazione per i palestinesi. Questo
però non
toglie che Israele sia uno Stato artificiale. E le mie critiche sono
alla sua forma profondamente confessionale, al primato aggressivo del
suo apparato militare, al fattore propulsivo del suo espansionismo,
alla negazione dei diritti di ritorno e perfino di voto della
maggioranza araba».
Lei
definisce
Prodi amico della Fiat e delle banche. Attacca il centrosinistra di
Illy e di Soru. Ma perché si candida con loro? «I
5 punti di
cuneo fiscale citati da Prodi sono la stessa cosa che vuole
Montezemolo. E i meriti di Soru, quando gli Usa hanno lasciato le basi
in Sardegna, sono solo il sottoprodotto di una lunga lotta di
popolo».
Vendola
le piace, almeno?
«È bravissimo. In Puglia ha fatto una battaglia
con Fitto sulla sanità.
Ma ora gestisce un piano sanitario stretto da logiche di
centrodestra».
Ma
ci sarà almeno una cosa che l’accomuna a Prodi, ai
Ds, all’Unione...
«Sì: ci siamo impegnati a cacciare Berlusconi. Ma
questa cacciata deve
avvenire sulle ragioni deimovimenti popolari, non
nell’interesse delle
grandi imprese ».
Sarà
mica vero, come dice il Cav., che a unirvi è solo
l’odio contro di lui? «Berlusconi vede
comunisti ovunque. Purtroppo, non siamo ovunque».